The Institute of Atmospheric Sciences and Climate (CNR-ISAC) aims at an integrated scientific understanding of the atmosphere, the ocean and their processes, by means of a multidisciplinary approach which combines scientific and technological skills in meteorology, climate, atmospheric dynamics and composition, Earth observations; it develops basic research, theoretical, experimental and numerical, and modeling work together with impact evaluation.
ISAC is the largest CNR Institute on atmospheric sciences, structured in 7 Units over the country, 7 permanent observatories, including 3 Global Stations of the Global Atmosphere Watch (GAW) program of the World Meteorological Organization (WMO) and 2 atmospheric research Supersites.
ISAC is recognised internationally through its collaboration with a large number of European laboratories, and research centers worldwide.

News

Subscribe to News

Tre ricercarori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR sono stati intervistati dal giornale online "The Post Internazionale (TPI) di ciò che li preoccupa per il futuro nell'ambito dei cambiamenti climatici  spiegando cosa possiamo fare per evitare una catastrofe annunciata.

L' intervista è reperibile al sequente link:

https://www.tpi.it/ambiente/emergenza-climatica-italia-longread-20191231...

Con il secondo Dicembre più caldo dal 1800 ad oggi per l'Italia (+1.9°C di anomalia rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010) il 2019 chiude con un'anomalia di +0.96°C sopra media, risultando il quarto anno più caldo per il nostro Paese dal 1800 ad oggi, preceduto dal 2014 e 2015 (+1°C sopra media) e dal 2018 (l'anno più caldo con un'anomalia di +1.17°C rispetto alla media del periodo di riferimento 1981-2010).

Sveva Sagramola intervista Elisa Palazzi (ISAC-CNR Torino).

Tra gli argomenti trattati: come è cambiato il clima del nostro pianeta, gli esiti della COP25 di Madrid, i cambiamenti climatici in alta quota.

L'intervista è disponibile su RaiPlay al seguente link a  partire dal minuto 102

Consiglio nazionale delle ricerche e Club alpino italiano siglano un accordo quadro con cui condividono le loro strutture per migliorare la conoscenza degli ambienti e degli ecosistemi alpini e montani in relazione ai cambiamenti climatici in atto. La firma avviene in concomitanza con la Giornata internazionale della montagna, promossa dall’Onu e coordinata dalla Fao

COP25_Madrid

Il cambiamento climatico rischia di avere un forte impatto anche sul patrimonio culturale. Per la prima volta l’argomento è arrivato al tavolo della COP25, a Madrid dal 2 al 13 dicembre, dove esperti provenienti da tutto il mondo stanno discutendo le strategie di mitigazione e adattamento.  Questo comporta non solo perdite legate al patrimonio materiale, ma anche ricadute economiche dirette ed indirette sulla popolazione e i territori.

Pages