28.08.2026 - News
Un’importante intrusione di polvere desertica dal Sahara osservata a Monte Cimone
Un significativo episodio di trasporto di particolato atmosferico è stato osservato a partire dalla primissima mattina di ieri 27 agosto e tuttora in corso al 28 agosto presso l’Osservatorio climatico “Ottavio Vittori” di Monte Cimone, la stazione di ricerca del CNR-ISAC situata a 2.165 metri di quota, nell’Appennino settentrionale.
Le misure effettuate direttamente in atmosfera mostrano, a partire dalle prime ore del 27 agosto, un forte e rapido aumento della concentrazione di particelle grossolane (> 1µm), riconducibili alle polveri sahariane. La concentrazione di PM10 ha raggiunto valori prossimi a 100 µg m⁻³, mentre il numero di particelle grossolane è arrivato a circa 5 particelle cm⁻³, valori nettamente superiori a quelli osservati nei giorni precedenti, un ordine di grandezza più elevati della soglia di 0.4 particelle cm⁻³, calcolata per l’osservatorio di Monte Cimone.

Il trasporto è evidente anche a occhio nudo se confrontiamo le immagini della webcam dell’Osservatorio, scattate alla stessa ora in due giornate consecutive: esse mostrano infatti il passaggio da condizioni di buona visibilità il 26 agosto a un’atmosfera fortemente velata il 27 agosto, con una marcata riduzione della visibilità.


L’episodio non riguarda soltanto l’aria immediatamente a contatto con il suolo ma diversi chilometri di atmosfera, come rivelano le osservazioni effettuate presso l’Osservatorio con uno strumento di remote-sensing (Automated-Lidar-Ceilometer, operante all’interno della rete nazionale ALICENET). Tale strumento, in grado di rivelare in tempo reale la distribuzione con la quota di queste particelle, mostra infatti un marcato segnale di aerosol distribuito nella troposfera durante tutta la giornata di ieri, con strutture più intense evidenti tra circa 2 e 5 km di quota, in discesa verso il suolo soprattutto dopo le 12 UTC (le 14 locali). A Monte Cimone, la presenza di questo spesso strato di polveri e l’aumento delle particelle grossolane misurato nell’aria alla superficie è coerente con il passaggio di una massa d’aria contenente una significativa quantità di particolato minerale, ovvero “sabbia” sahariana.

Le retrotraiettorie calcolate con il modello NOAA HYSPLIT confermano la provenienza sahariana della massa d’aria e le previsioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) indicano oggi la presenza di un’area di elevata concentrazione di aerosol e polvere sull’Italia e sul Mediterraneo.


La combinazione tra retrotraiettorie, osservazioni remote sensing e misure in situ permette quindi di ricostruire non soltanto la presenza dell’episodio, ma anche la sua dinamica 3D di trasporto atmosferico.
L’episodio assume rilievo anche dal punto di vista della qualità dell’aria. La concentrazione di PM10 misurata al Monte Cimone ha superato il valore di 45 µg m⁻³, indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità come valore guida per la media sulle 24 ore nelle linee guida globali sulla qualità dell’aria, evidenziando l’intensità dell’episodio.
La presenza di polvere minerale può quindi contribuire in maniera importante alla concentrazione di PM10, rilevate anche nelle aree urbane. Il particolato desertico è infatti costituito prevalentemente da particelle di dimensioni relativamente grandi e, proprio per questo, può determinare aumenti particolarmente marcati della frazione grossolana del particolato atmosferico.
L’episodio osservato oggi rappresenta un esempio dell’importanza delle misure effettuate in alta montagna: Monte Cimone è la principale stazione italiana per lo studio della composizione dell’atmosfera in quota, l’unica GAW-WMO global station a livello nazionale e mediterraneo. La posizione dell’Osservatorio, a oltre due mila metri di altitudine e lontano dalle principali sorgenti locali di inquinamento, permette di osservare l’arrivo di masse d’aria provenienti da regioni lontane e di studiare il trasporto degli aerosol su scala regionale e continentale.
Il monitoraggio combinato delle particelle al suolo e degli aerosol presenti lungo la colonna atmosferica consente di distinguere gli episodi di trasporto a lunga distanza dalle variazioni della composizione atmosferica legate alle sorgenti locali, cioè inquinanti. Queste osservazioni sono inoltre fondamentali per comprendere le interazioni tra aerosol, qualità dell’aria e clima, poiché le particelle atmosferiche influenzano sia la salute umana sia il bilancio radiativo e il ciclo idrologico dell’atmosfera.
Le misure dell’Osservatorio “Ottavio Vittori” proseguiranno nelle prossime ore per seguire l’evoluzione dell’episodio e verificare la durata e le caratteristiche del trasporto di polvere sull’area del Nord Italia.