30.03.2026 - Ricerca

Studiare il cuore dei “medicane”: il contributo di ISAC nelle ricerche ESA

medicane – cicloni mediterranei che mostrano caratteristiche simili a quelle di un ciclone tropicale https://glossary.ametsoc.org/wiki/medicane/  – rappresentano una delle principali minacce meteorologiche per il bacino del Mediterraneo, in grado di generare precipitazioni intense, venti forti e gravi impatti sulle aree costiere. Recentemente il medicane Jolina, che ha toccato terra in Libia portando condizioni meteorologiche estreme, ha rappresentato un importante caso di studio per gli scienziati, permettendo di applicare i più recenti sviluppi nell’utilizzo dei dati satellitari per l’identificazione, la caratterizzazione e il monitoraggio di questi sistemi meteorologici.

Per approfondire la comprensione di questi fenomeni, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha avviato nuove attività di ricerca finalizzate allo sviluppo di tecniche innovative di osservazione della Terra, nelle quali un ruolo di primo piano è svolto dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I ricercatori ISAC contribuiscono allo studio della struttura interna dei medicane e dei processi fisici che ne regolano formazione ed evoluzione, integrando dati satellitari e modellistica numerica avanzata (progetto MEDICANES  https://medicanes.isac.cnr.it/).

In particolare, i dati dei satelliti ESA – come quelli della missione Sentinel-1 – ed EUMETSAT – inclusi i satelliti geostazionari di nuova generazione Meteosat Third Generation, e i satelliti polari MetOp, e, nel prossimo futuro, MetOP-SG – permettono di osservare con grande dettaglio i campi di vento sulla superficie del mare e di analizzare elementi chiave del ciclone, come la presenza dell’occhio, del nucleo caldo (warm core), e la struttura della precipitazione e della convezione profonda. ISAC utilizza queste informazioni per migliorare la rappresentazione dei medicane nei modelli atmosferici, al fine di interpretarne le dinamiche su scala fine e aumentarne l’accuratezza delle previsioni.  

Il contributo di ISAC si inserisce in un approccio integrato che combina osservazioni satellitari, tecniche di assimilazione dei dati e simulazioni ad alta risoluzione. Questo permette di colmare la carenza di misure dirette in mare aperto e di ottenere una visione più completa di questi sistemi, che pur essendo generalmente più piccoli e meno longevi degli uragani tropicali, possono raggiungere elevati livelli di organizzazione e intensità.

Le attività di ricerca del consorzio del progetto MEDICANES, coordinato da ISAC e con la partecipazione di ISMAR, mirano a migliorare la capacità di previsione e monitoraggio dei medicane, con ricadute dirette sui sistemi di allerta e sulla gestione del rischio. In un contesto di cambiamento climatico e crescente esposizione delle aree costiere, questi studi rappresentano un contributo fondamentale per aumentare la resilienza dei territori mediterranei.

https://www.esa.int/Applications/Observing_the_Earth/FutureEO/Getting_to_the_core_of_a_medicane

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