New Space Economy European ExpoForum

ISAC-CNR participates in the first edition of New Space Economy European ExpoForum (10-12 December 2019, Rome).

This is the first 360-degree event dedicated to the space economy where the main players of the New Space Economy and the Old Economy meet and confront each other to think about the new potential of the space ecosystem.

ISAC has realized interventions and poster sessions (soon available) concerning the activities of earth observation from space, and planning of new observational methodologies from stratospheric platforms and new aerial facilities within the collaboration of the CNR with the Ufficio Generale per lo Spazio dello Stato Maggiore of the Italian Air Force. Through this collaboration Italy will acquire the capacity for space access in terms of suborbital flight, air launch and stratospheric platforms. ISAC also presented at the CNR exhibition space (Hall 9) the WebGIS tool created as part of the ProteCHt2save project for the protection of cultural heritage from extreme events related to climate change.

Special guest at the CNR stand a young aspiring space scientist with his rocket model.

https://www.cnr.it/it/nota-stampa/e-16654/il-cnr-al-primo-new-space-economy-expo-forum

CNR WEB TV

Presentati i risultati intermedi del progetto “PAPER”

Sono stati presentati nella mattinata di martedì 10 dicembre a Lecce, in Rettorato (Piazzetta Tancredi), i risultati preliminari del primo anno di attività del progetto PAPER, un acronimo che sta a significare “PAPER ANALYSER FOR PARTICULATE EXPOSURE RISK”, ovvero sensori di carta per il rischio di esposizione al particolato cofinanziato dalla Regione Puglia (POR Puglia FESR-FSE 2014-2020 – Asse prioritario 1 – Azione 1.6 – Bando INNONETWORK).

L’evento, moderato da Daniele Contini dell’ISAC-CNR e Rosaria Rinaldi dell’Università del Salento ha previsto la presentazione dei risultati intermedi dei diversi partners di progetto: l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche ISAC-CNR, il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università del Salento, il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Bari; e inoltre BioSud srl, LPT Measure, Microlaben, MRS, Studio Effemme Chimica Applicata (capofila del progetto).

Il progetto PAPER si articola in diverse fasi, a partire dal monitoraggio e campionamento dell’aria in alcune zone del Salento includendo aree ritenute più critiche.

La composizione chimica e le caratteristiche intrinseche del particolato variano a seconda del luogo del rilevamento. Generalmente è causato da fattori quali l’eccessivo riscaldamento, la combustione e il traffico veicolare.”, spiegano gli esperti, che sottolineano: “Il progetto PAPER si propone di investigare la correlazione tra la composizione chimica del PM e i suoi effetti tossicologici, sviluppando opportuni indicatori da utilizzarsi per realizzare prototipi di sensori colorimetrici innovativi sviluppati su carta (PAD, ovvero Paper Analytic Device), in grado di valutare il rischio di inquinanti nocivi per la salute umana in aree “sensibili” della Regione Puglia.

Il PAD sarà integrato in tre differenti dispositivi per il rilevamento atmosferico (PAD me, PAD outdoor, PAD indoor) garantendo una gestione completa della valutazione del rischio legato all’esposizione personale mediante il controllo degli ambienti esterni ed interni nei quali l’individuo vive la sua quotidianità”

L’evento è stato oggetto di un servizio con interviste al TG di Telerama:

https://www.youtube.com/watch?v=uKB4NfKj1d8&t=47s (link YouTube al servizio di Telerama)

ed un servizio al TGNORBA con interviste:

http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=82541 (link al servizio di Telenorba)

Ricercare e Comunicare 2009-2019: 10 anni di ricerca al CNR

Quanti progetti oggi includono nell’attività di ricerca soggetti esterni alla comunità scientifica, come stakeholder, policymaker o la società civile? Cosa pensano di queste trasformazioni i ricercatori? Quanto il loro coinvolgimento in attività di ricerca partecipata o di open science è motivato dalla piena consapevolezza della necessità di intraprendere nuovi modi di fare ricerca in una società sempre più complessa?
Informazioni dal sito IREA
Al panel di discussione partecipa la ricercatrice ISAC Cristina Mangia. Programma della giornata (pdf)

Nel 2009, nel corso della Giornata “Ricercare e Comunicare. Teorie e buone pratiche negli enti di ricerca“, venivano presentati i risultati delle prime indagini sulla comunicazione della rete scientifica al CNR. Canali, obiettivi, strumenti, risorse, professionalità, competenze e aspettative degli attori coinvolti nel processo di comunicazione venivano scandagliati allo scopo di comprendere la misura e il senso – per i ricercatori – di un investimento in attività considerate per anni estranee o non prioritarie per la ricerca. Ne emergeva un quadro molto ricco e ancora poco strutturato, che lasciava intravedere nuovi ruoli per chi fa ricerca e nuove prospettive nel rapporto con la società.

A 10 anni di distanza, il contesto è cambiato in maniera radicale: nuovi strumenti, nuove modalità, nuovi attori. Sono gli stessi soggetti – pubblici e privati – che finanziano la ricerca scientifica ad aver reso inderogabile la richiesta di comunicare, chiedendo di andare oltre il trasferimento dei risultati e dei prodotti, e prediligendo pratiche capaci di aprire il processo stesso di ricerca al coinvolgimento di altri attori fin dalla costruzione della domanda di ricerca. Un FARE scienza CON e PER la società – per usare un’espressione introdotta dal Programma Quadro Europeo Horizon2020 e in particolare dall’approccio della Ricerca e Innovazione Responsabili (RRI) – dove tutti possano diventare co-responsabili dell’innovazione; dove la pluralità di conoscenze, esperienze, aspettative e visioni possa farsi garanzia di una nuova qualità della ricerca e delle politiche che ne derivano, come suggerisce la “scienza post-normale”.

continua sul sito IREA

Scioperiamo a modo nostro

Venerdi 29 novembre 2019, in occasione dello sciopero per il clima e l’ambiente, siamo lieti di condividere un’ottima notizia: una recentissima review, pubblicata il 20 novembre 2019, condotta sulla letteratura scientifica ha chiarito che il consenso tra i ricercatori sulle cause antropogeniche del riscaldamento globale ha raggiunto una soglia pari al 100%. Lo studio è stato effettuato su 11.602 articoli peer-reviewed sul “cambiamento climatico” e sul “riscaldamento globale” pubblicati nei primi 7 mesi del 2019.
Come mostra questo studio (Analysis: How well have climate models projected global warming?) tradotto sul sito climalteranti, il consenso scientifico e’ basato su evidenze: fin dagli anni 80, infatti, la scienza con le proiezioni climatiche aveva individuato precisamente il trend della temperatura globale.
Non basta però il consenso scientifico a cambiare lo stato delle cose: la ricerca è una conditio sine qua non per affrontare l’attuale crisi climatica, ma solo l’azione congiunta di policy makers, scienziati, cittadini potrà  scrivere un nuovo e positivo capitolo della storia ambientale del pianeta.

ISAC sciopera attivamente e supporta i giovani che scendono in piazza per il clima e che decidono di essere parte attiva di questo fondamentale cambiamento. Il nostro Istituto ha deciso pertanto di mettere in campo iniziative formative, tra le quali:
– laboratori didattici sul clima nelle classi I, II e III media dell’IC Pianette di Rovito (CS) condotti dai ricercatori CNR-ISAC di Lamezia
– giornata dedicata al Progetto MAPA – Misure ambientali di PM con sensori a basso costo, con gli studenti della classe 4a del Liceo Scientifico Montessori Leonardo da Vinci di Porretta Terme (BO). Il progetto è stato sviluppato a partire dal 2018 in collaborazione con CNR-ISAC di Bologna nell’ambito di un percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO).

Per fare la differenza, serve l’azione congiunta di tutti.

FESTIVAL DELLA CULTURA TECNICA

A Bologna, il CNR ISAC – Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima dirige tre giornate di approfondimento per studenti e studentesse della secondaria di primo e secondo grado. Al via martedì 19 novembre con le attività di laboratorio “In viaggio con l’acqua dal mare alle nuvole” per fare esperienza del ciclo dell’acqua, del movimento delle masse d’aria e della formazione della pioggia. Il percorso didattico prosegue mercoledì 20 novembre con La febbre del pianeta: il delicato equilibrio tra l’energia del sole, l’atmosfera e il suolo” per approfondire l’effetto serra e comprendere quanto l’uomo sia responsabile dei cambiamenti climatici.
I lavori si chiudono giovedì 21 novembre con “SperimEstate memories and future” a conclusione del progetto che ha coinvolto gli studenti con stage di formazione e orientamento a contatto con i ricercatori dell’Area di Ricerca di Bologna.

https://www.festivalculturatecnica.it/il-cnr-al-festival-della-cultura-tecnica/

INTERVISTA A UNO MATTINA SULLA ALLUVIONE DEL 1994

In occasione dei 25 anni dall’ alluvione del Piemonte nel 1994 l’Universita’ del Piemonte Orientale ha organizzato un convegno ad Alessandria dal titolo “A 25 anni dall’alluvione del Piemonte del 1994: i progressi fatti nella previsione degli eventi estremi e quanto resta ancora da fare”, al quale hanno partecipato ricercatori di ISAC. Il Prof. Enrico Ferrero, Associato di Ricerca ISAC, ha rilasciato una intervista sull’ argomento a Uno mattina.

Il filmato e’ disponibile sul sito Raiplay
https://www.raiplay.it/video/2019/10/unomattina-16a8c51d-4581-4114-bbdd-3b73ed6aa8da.html
a 1 ora e 16 minuti

Sito dell’ evento:
https://multiblog.uniupo.it/eventi/convegni/alluvione-1994-il-punto-sulla-situazione-piemonte-25-anni-dalla-tragedia

ISAC @ Festivalmeteorologia 2019

Festivalmeteorologia has come to its 5th edition and will be hosted in Rovereto on 15-17 November. Also this year ISAC will actively participate proposing: 

  • Lectures “Osservare la terra da satellite. Cosa abbiamo imparato dal passato e cosa ci riserva il futuro”  – Federico Fierli; “Come ti ricostruisco il clima. Dagli archivi meteorologici del passato un patrimonio per conoscere come è cambiato il nostro clima” –  Michele Brunetti; “Il convegno sull’alluvione del Piemonte del 1994 e altre iniziative all’Università del Piemonte Orientale” – Enrico Ferrero.
    Lectures 
  • Educational activities dedicated to meteorology, climate and impact on cultural heritage “Meteorologia e clima, che fenomeni” – Silvio Davolio, Angela Marinoni, Marco Paglione; “Il colore del tempo” and “I malanni di Michelangelo” – Paola De Nuntiis. On Thursday 14 and Friday 15 lab activity will be devoted to primary and secondary schools, on Saturday 16 in the afternoon to the general public, thanks to the collaboration with the Museo Civico of Rovereto.
    Educational Activities

ISAC e i voli suborbitali alla “scoperta” della microgravita` in atmosfera

Virgin Galactic è interessata a stabilire relazioni con il nostro Paese nell’eventualità di basare le sue attività di volo spaziale suborbitale in Italia. Nell’ambito di questo interesse ci sono stati contatti tra l’Aeronautica Militare Italiana e Virgin Galactic che hanno portato all’acquisto di un volo spaziale suborbitale da parte dell’Aeronautica Militare Italiana, con la quale il CNR-ISAC sta collaborando.

L’Aeronautica Militare Italiana ha offerto al CNR di coordinare l’uso di questo volo per condurre gli esperimenti che affiancheranno quelli che l’aeronautica militare condurrà autonomamente, più finalizzati allo studio degli effetti delle fasi di accelerazione, microgravità e decelerazione su un essere umano corpo. Gli esperimenti trarranno vantaggio dalla microgravità ottenibile durante il volo, che consentirà di studiare vari processi in condizioni difficili da raggiungere a terra. Infatti, nella microgravità, anche se per un periodo molto breve, possiamo osservare i fenomeni in condizioni difficili da ottenere nei nostri laboratori, dove sono mascherati dai forti effetti della forza gravitazionale. Ad esempio, nella microgravità, liquidi e gas non sono soggetti a galleggiamento, né a sedimentazione, né a convezione o pressione idrostatica, in modo che, ad esempio, la fiamma di una candela non abbia la tipica forma a goccia che vediamo usualmente, poiché quella forma dipende da tutta una serie di processi di convezione che esistono perché c’è gravità.

Se volessimo studiare come la fiamma si propaga in assenza di gravità, vedremmo una fiamma quasi globosa e la cinetica del processo di combustione sarà diversa.

Un altro esempio è la diversa crescita dei cristalli, che ha interesse per la scienza e la tecnologia di nuovi materiali. Uno degli esperimenti che stiamo considerando di implementare riguarda la combustione di microcarburanti, per studiare come l’assenza di gravità altera la cinetica chimica del processo. Un altro esperimento che stiamo prendendo in considerazione riguarda lo studio della perdita d’acqua e della permeazione dell’acqua in una membrana lamellare di grafene in cui prevediamo un flusso uniforme senza accelerazione convettiva e senza forze del corpo che agiscono sul fluido.

I primi test di volo sono già stati effettuati, almeno due negli ultimi due anni, e ne seguiranno altri. Sicuramente, prima del nostro volo ci saranno altri test. Quindi siamo già in una fase operativa per i voli suborbitali. Il nostro volo sarà il primo con tre operatori – un chirurgo di volo spaziale qualificato medico ItAF, un operatore dell’Aeronautica Militare italiana e un operatore CNR – e un rack con slot progettato per ospitare i dispositivi scientifici.

Segue l’attivita` per il CNR ISAC il Dr. Francesco Cairo.

La scienza per la protezione Civile. Anche ISAC partecipa all’evento

E’ in corso,  dal 13 al 18 Ottobre 2019 la Settimana della protezione civile, un momento questo di incontro di carattere nazionale e locale, dove il mondo delle associazioni di volontariato di protezione civile e della comunità scientifica e dei centri di competenza del dipartimento si incontrano per divulgare, condividere e diffondere la cultura e le buone pratiche in ambito di protezione civile con partiolare attenzione, quest’anno, al ruolo attivo dei cittadini.

CNR ISAC partecipa all’evento del 18 Ottobre (ore 10-14), promosso dal Dipartimento Science del Sistema Terra e Tecnologie perl’Ambiente del CNR nall’ambito della giornata di presentazione delle attività del CNR per fini di Protezione Civile, nella sede centrale del CNR, P.le Aldo Moro, 7 Roma.

Il Dr. Stefano Federico (CNR -ISAC) esporra` le attivita`  dell’ISAC discutendo degli ” EVENTI ESTREMI NEL QUADRO DEI CAMBIAMENTI GLOBALI”

Settima edizione degli incontri mediterranei di igiene Industriale

Si è tenuta a Lamezia Terme (CZ), la Settima edizione degli incontri mediterranei di igiene Industriale.

L’evento è stato co-organizzato dalla Sezione Sud dell’Associazione Italiana degli Igienisti Industriali (AIDII), dall’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del Clima del CNR e dall’INAIL-direzione regionale per la Calabria.

Il tema di quest’anno è stato “INQUINAMENTO INDOOR E OUTDOOR: VALUTAZIONE DEI RISCHI, FIGURE E COMPETENZE”.

E’ stato proposto, alla comunità scientifica, un momento di confronto e approfondimento su come le competenze possano determinare una reale conoscenza della problematica e supportare le scelte per un efficace miglioramento delle condizioni.

 

Articolo e Video:

https://calabria7.it/settima-edizione-degli-incontri-mediterranei-di-igiene-industriale-pubbliredazionale/

Capo Granitola – Osservatorio Climatico intitolato a Rita Atria

Secondo l’European Environment Agency l’impatto del cambiamento climatico sarà forte soprattutto nel bacino del Mediterraneo, nell’Europa nord occidentale, nelle regioni montuose e nell’Artico.
Il cambiamento climatico è un male “da combattere senza tregua”, in questa ottica l’osservatorio climatico di Capo Granitola è stato intitolato il giorno 3 Ottobre 2019 da don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, e da Massimo Ingusio, Presidente del CNR, a ‘Rita Atria’ simbolo della tenacia per trasmettere questo messaggio non solo ai ricercatori, ma a tutte le persone e soprattutto ai giovani, futuri attori del mondo. Rita Atria aveva solo 17 anni quando, in un’afosa domenica del luglio 1992, si gettò dal settimo piano di un palazzo del quartiere romano Tuscolano. Una settimana dopo l’uccisione in Sicilia di Paolo Borsellino. Rita Atria era una testimone di giustizia. Aveva coraggio, Rita. Per cambiare le cose, anche per lottare contro il cambiamento climatico serve l’impegno di tutti. Serve una gran sete di giustizia e tanto coraggio, soprattutto in certi luoghi.
Nel 2015 nell’ambito del PON I–AMICA (Infrastruttura di Alta tecnologia per il Monitoraggio Integrato Climatico Ambientale), sono nati 4 Osservatori Climatici a Lecce, Lamezia T, M.Curcio e Capo Granitola per raccogliere informazioni sulla composizione dell’atmosfera e dei suoi composti climalteranti. L’osservatorio di Capo Granitola, sito sulla costa meridionale della Sicilia, a 12 Km da Mazara del Vallo (TP), ospitato dall’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino (IAS) del CNR è gestito da CNR- ISAC. L’osservatorio acquisisce dati per 24 ore al giorno, per 365 giorni all’anno, dati che permettono di studiare il clima e le sue variazioni e che confluiscono in un database internazionale parte del programma GAM-WMO (Global Atmospheric Watch del World Meteorological Organization) e di ACTRIS (The Aerosols, Clouds and Trace gases Research Infrastructure). I parametri misurati sono molteplici: anidride carbonica, monossido di carbonio, black carbon, metano, ozono e tanti ancora.
L’osservatorio è un altro passo per conoscere, combattere e contrastare il cambiamento climatico, infatti la “Conoscenza è la via maestra del Cambiamento” (Don Ciotti), e così grazie alla ricerca “una periferia dell’Europa torna ad essere centrale” (Inguscio).

Per contatti: Paolo Bonasoni, CNR-ISAC

Locandina Evento
News CNR

VIDEO
TG3
Giornale delle Sicilia
Castelvetrano Selinunte

Notte Europea dei Ricercatori – Edizione 2019

Anche quest’anno l’istituto ISAC del CNR è in prima linea con numerose attività previste per la notte della ricerca. Le sedi coinvolte sono 5 (Bologna, Padova, Lamezia Terme, Lecce e Roma). Le attività previste spaziano da esperimenti di laboratorio, presentazioni, seminari e tour nell’ambito della climatologia, meteorologia e dell’impatto sull’ambiente e sul patrimonio culturale.
Seguono i dettagli sulle attività, sedi e postazioni: Veniteci a trovare!!!!

Dal 2005 ogni anno, l’ultimo venerdì di settembre, la Notte Europea dei Ricercatori – promossa dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Sklodowska-Curie – coinvolge migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca, quest’anno in contemporanea con oltre 340 città in Europa, di cui circa 50 in Italia.
Di seguito le attivita` previste dal CNR ISAC:

ISAC-BOLOGNA
Progetto europeo Society dalle 18:00 alle 24:00 in via Zamboni con laboratori, visite guidate e spettacoli. Visita il programma qui

  • AMB02: Dalla meteorologia al clima, che fenomeni! Giochiamo con la radiazione solare (e non solo) e con le diverse forme dell’acqua in atmosfera (Angela Marinoni, Silvio Davolio, Marco Paglione e Laura Renzi). Un coinvolgente viaggio alla scoperta dei fenomeni atmosferici che caratterizzano la Meteorologia e il Clima, per capire come si scalda la Terra e quanto l’uomo ne sia responsabile.
  • TOUR 03: Bologna città d’Argento. Due turni su prenotazione: ore 19.00 e ore 21.00 (Anna Brini e Paola De Nuntiis) Visita guidata sotto le due torri, con focus sulla vulnerabilità del patrimonio culturale di Bologna. 

A sostegno del Global Climate Strike raccolta firme, presso la postazione AMB02, per la petizione sull’origine antropica del riscaldamento globale promossa dal Prof. Buizza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. 

Nell’edizione 2019 ISAC di Bologna ha partecipato anche alle attività di Aspettando la Notte dei Ricercatori con la partecipazione della direttrice Maria Cristina Facchini all’aperitivo scientifico del 27 agosto Scienza e cittadini insieme per l’ambiente e dei ricercatori coinvolti nelle attività del Sentiero dell’Atmosfera il 28 agosto, e alle attività Per le scuole con Progetti su e per l’ambiente il 24 settembre organizzato da Paola De Nuntiis e con il coinvolgimento degli studenti partecipanti ai progetti di PCTO ex ASL 2018-19. 

ISAC – ROMA
Attivita` previste nell’ambito dei progetti europei ERN-Apulia e Scienza insieme dalle 16:00 alle 19:00 presso l’Area di Ricerca di Tor Vergata, Via fosso del Cavaliere, 100. Necessaria la prenotazione (gratuita).

 

  • Percorsi nell’aria (a cura di Luca Di Liberto, Giapietro Casasanta e Alessandro Bracci) Percorsi nell’aria è una passeggiata nell’Osservatorio Atmosferico CIRAS –ISAC articolata in due momenti che collegano le attività prettamente di ricerca alle esperienze dirette del quotidiano: le osservazioni permanenti a grande scala per lo studio e il monitoraggio dell’atmosfera e del clima, e quelle a piccola scala che influenzano la vita dei cittadini ogni giorno. Una serie di esperimenti con sistemi di misura dello stato dell’atmosfera e della qualità dell’aria a portata del cittadino e installabili in ogni abitazione concluderà la passeggiata.
  • Nubi acqua ed arte (a cura di Elisa Adirosi,  Fernanda Prestileo, Paolo Sano`, Daniele Casella e Mario Montopoli). Nubi acqua ed arte è un viaggio attraverso i segreti che sono alla base delle metodologie e delle indagini scientifiche che i ricercatori utilizzano per misurare i fenomeni atmosferici legati alle piogge e l’impatto che queste hanno sui beni culturali.Nella prima parte del percorso i visitatori saranno attivamente coinvolti in un esperimento di misura delle gocce d’acqua riproducendo le caratteristiche di un temporale. Nella seconda parte verranno invece presentate le più recenti tecniche di osservazione satellitare dei fenomeni di precipitazione a scala globale. Per finire, saranno esposte le indagini scientifiche utilizzate per analizzare i materiali originali e le tecniche esecutive delle opere d’arte.

Inoltre presso il MIUR (sede centrale, Roma), in occasione del Climate Strike,  Francesco Cairo accoglierà gli studenti ed i visitatori rispondendo alle loro domande sul tema dei Cambiamenti climatici.

 

ISAC – LAMEZIA TERME
Progetto europeo  SuperScienceMe dalle ore 9:30 presso gli stand EXPO dell’Università della Calabria, Unical via ponte Bucci https://www.superscienceme.it/expo-della-ricerca 

  • Cubo 42b-44b:  stand del Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica – DIATIC, gruppo di ricerca Gestione Sostenibile e delle Risorse idriche-GSRI. Saranno presentati da Teresa Lo Feudo i prodotti ed i risultati scientifici inerenti la climatologia del moto ondoso e la previsione di eventi estremi quali le mareggiate utilizzando una catena operativa di modelli numerici meteo-marini accoppiati, eseguita giornalmente presso L’ISAC di Lamezia Terme.
  • Cubo 45D, stand del CNR-ITM, Claudia Calidonna, Ivano Ammoscato e i colleghi ISAC di Lamezia presenteranno l’Osservatorio Climatico Ambientale Regionale della rete internazionale Global Atmosphere Watch-(GAW) sito a Lamezia Terme. I visitatori saranno coinvolti in un percorso didattico che esporrà i parametri chimico fisici che influenzano il clima e i suoi cambiamenti. Il viaggio sarà focalizzato sulla strumentazione e le tecniche di monitoraggio dei parametri di interesse climatico, con dimostrazioni pratiche. Al termine del viaggio saranno presentati i prodotti scientifici inerenti le attività dell’Osservatorio Climatico.

 

ISAC – LECCE

staff ISAC con maglietta

Progetto europeo ERN-Apulia  16:00 – 24:00 c/o il Monastero degli Olivetani e il Rettorato dell’Università del Salento. Attivita` previste:

  • Oggi parliamo di Antartide (A. Pellegrini).  Seminario
  • X Med-Dry: Monitoraggio delle Deposizioni Secche nel bacino del Mediterraneo. Risultati e confronti con modelli previsionali (P. Ielpo, U. Rizza). Poster e materiale espositivo  
  • Turbulence in action (D. Cava, R. Cesari).  Poster e materiale espositivo  
  • Campionatori passivi e strumentazione ‘real time’ nello studio della qualità dell’aria indoor (P. Ielpo, C. Mangia). Poster e materiale espositivo  
  • Le attività di ricerca dell’Osservatorio Climatico-Ambientale (ECO) di ISAC-CNR a Lecce (D. Contini, P. Martano, D. Cesari, F. M. Grasso, A. Donateo, E. Merico, M. Conte, A. Dinoi)  Poster e materiale espositivo  
  • Stazione Artica Dirigibile Italia alle Svalbard (A. Donateo)   Poster e materiale espositivo  
  • Il bilancio idrologico superficiale e l’acquifero carsico salentino (P. Martano, M. Delle rose)  Poster e materiale espositivo.
  • Cambiamenti climatici e perdita di spiagge nel Salento (M. Delle rose) Poster e materiale espositivo
  • Partecipare alla ricerca… si può!         (C. Mangia)  Poster e materiale espositivo

DOCUMENTAZIONE

ALLEGATI
– Lettera Presidente Mattarella (vedi allegato):
– Comunicato CNR 
– Comunicato MIUR
Video ERN 2019 

NOSE – NETWORK FOR ODOUR SENSITIVITY, SISTEMA DI SEGNALAZIONE EMISSIONI ODORIGENE

Una nuova Applicazione (APP NOSE – Network for OdourSEnsitivity, Sistema di segnalazione emissioni odorigene) è stata appositamente realizzata da CNR-ISAC ed ARPA Sicilia per consentire ai cittadini di segnalare, in maniera efficace e puntuale ma anonima, gli odori ed i miasmi avvertiti. La sperimentazione attualmente attiva nei Comuni dell’area industriale siracusana, al fine di identificare l’origine delle molestie olfattive registrate nelle Aree ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA), verrà estesa successivamente alla provincia di Caltanissetta e del comprensorio del Mela, rendendo in questo modo operativa la ” Rete regionale di rilevamento delle molestie olfattive nelle AERCA ” della Regione Sicilia. In passato le segnalazioni venivano comunicate a mezzo fax o telefono ai diversi organi territoriali; il nuovo sistema permetterà di ottenere in tempo reale statistiche, percentuali e soprattutto le aree di rilevazione delle emissioni. L’APP è stata presentata il 30 agosto, presso la Prefettura di Siracusa.
NOSE Come funziona
In presenza di una molestia olfattiva il cittadino può indicare il tipo di odore percepito, la sua intensità e il disturbo che ne consegue, mentre in un campo di testo libero è possibile aggiungere altre informazioni utili. Ciascun cittadino potrà inviare segnalazioni ogni due ore. Per attivare la APP, è sufficiente che l’utente si registri al servizio col proprio numero di cellulare, a cui verrà inviato via sms un codice per confermare l’attivazione. Tutte le segnalazioni ricevute saranno registrate su un database georeferenziato visualizzabile dagli utenti sulla APP stessa.  I dati aggregati per Comune saranno disponibili a partire dalle ore 7.00 del giorno successivo alla segnalazione. 
A  meno di una settimana dalla presentazione di NOSE oltre 700 cittadini hanno scaricato la APP e si sono registrati, segnalando 160 situazioni in cui sono state avvertite molestie olfattive.
La APP NOSE può essere utilizzata direttamente e gratuitamente dai cittadini dal sito nose-cnr.arpa.sicilia.it
Le fasi successive del progetto
ARPA Sicilia acquisirà campionatori automatici da installare nei punti più critici identificati dalle segnalazioni dei cattivi odori, geolocalizzati attraverso la APP. A regime, il sistema – superato un certo numero di segnalazioni – sarà in grado di attivare in modo automatico il sistema di campionamento installato nell’area. Sarà comunque possibile avviare simili campionamenti anche in modo manuale. I campioni di aria raccolti saranno poi analizzati attraverso tecniche di olfattometria dinamica, presso l’Università di Catania, e analisi chimiche, presso i laboratori di ARPA Sicilia e dell’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali di Catania (CNR-IPCB) di Catania.
L’ultima fase del progetto prevede la messa a punto dell’attività di modellistica ed analisi numerica volta a “tracciare” le masse d’aria caratterizzate dagli odori in precedenza segnalati: il modello, che sarà messo a punto dal CNR-ISAC, descriverà il percorso compiuto dalle masse d’aria contenenti le specie odorigene a ritroso, al fine di identificare con precisione l’area sorgente oggetto del miasmo.

In ambito CNR, contributi significativi alla progettualità di NOSE, oltre che da ISAC e IPCB, sono arrivati anche dall’ Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione – ISTI, dall’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica – IRIB e dall’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino – IAS.

Evento CNR  https://www.cnr.it/it/news/8901/contro-le-molestie-olfattive-parte-la-sperimentazione-di-nose
Rassegna Stampa
https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/rassegna_stampa/Rassegna%20_stampa_NOSE_1.pdf
Per informazioni
Paolo Bonasoni CNR-ISAC

Scienza e Cittadini insieme per l’ambiente – Aspettando la Notte dei Ricercatori 2019

Aspettando …la Notte dei Ricercatori a Monte Cimone

In Italia negli ultimi 40 anni l’aria è più pulita

Tornado a Fiumicino – Miglietta intervistato al TG1

La recente tromba d'aria che ha interessato nelle prime ore di domenica 28 luglio Fiumicino e Focene, e che purtroppo ha causato un morto, ha richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica. Trombe d'aria violente hanno interessato il nostro Paese anche nel 
passato ma la sensazione è che la frequenza di questi eventi stia aumentando. 
Mario Marcello Miglietta, ricercatore ISAC-CNR, nell'intervista al TG1 andata in onda alle 20 del 29 luglio, ha spiegato come i dati a disposizione non siano sufficienti a trarre conclusioni sull'effetto dei cambiamenti climatici sulla loro frequenza.
E' presumibile tuttavia un loro aumento di intensità, dovuto alla maggiore energia in gioco a seguito del riscaldamento globale.

TG1 – RAI (00: 27:22)
RaiPlay TG1 

 

Vulcanici i ricercatori ISAC contribuiscono a caratterizzare l’impatto dell’ eruzione dello Stromboli del 3 Luglio 2019

I ricercatori CNR-ISAC, coordinati dal Dr. Giampaolo Gobbi ed in collaborazione con ARPA Valle d’Aosta, hanno rilevato le micro polveri emesse e depositate al suolo in seguito all’eruzione del vulcao Stromboli del 3 luglio 2019 contribuendo alla definizione dell’impatto dell’evento.

Abstract (ripreso da https://www.cnr.it/it/news/8847 ): Il pomeriggio del 3 luglio 2019 alle 16:45 (14.45 UTC) due forti eruzioni dello Stromboli hanno lanciato fino a 5-6 km di altitudine una colonna di ceneri, gas e lapilli. Modelli meteorologici ci dicono che la nube ha subito iniziato a disperdersi, prima verso nordovest, poi, a sera, la sua parte bassa e quella alta sono tornate verso la Sicilia. Il 4 luglio la nube era diffusa sulla Sicilia orientale, Calabria e Basilicata. Per chi vola questa è la fase più critica che segue un’eruzione: sapere quante e dove sono le polveri ed i gas vulcanici per evitarne la pericolosa ingestione nelle turbine. Dopo le eruzioni islandesi ed i blocchi degli aeroporti del 2010 gran parte dell’Europa si è attrezzata con una fitta rete di radar laser (ceilometers) a monitorare quota e densità delle polveri atmosferiche (vedi https://e-profile.eu/#/cm_profile).

L’Italia, contribuisce alla rete europea (gestita da Eumetnet) con una piccola rete di moderni sistemi radar laser automatici denominata AliceNet (www.alice-net.eu), promossa dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr e gestita da un consorzio di istituzioni di ricerca e agenzie ambientali regionali (Cnr-Isac e Arpa Valle d’Aosta in primis). Il sito siciliano di AliceNet posizionato a Messina, ha catturato le tracce di questa eruzione: il 3 luglio sera solo una sottile nube a 6 km, come previsto dal modello di dispersione, poi dalle prime ore del 4 luglio sbuffi sempre più evidenti tra i 500 metri ed i 4 km di quota, esattamente dove le simulazioni modellistiche del percorso della nube emessa dallo Stromboli ne prevedevano la presenza su Messina (cfr. figura). L’impatto sui valori di PM10, non sembra preoccupante: per il 4 luglio l’Arpa Sicilia riscontrava valori al suolo sotto il limite consentito. Per la nube vulcanica le stime AliceNet indicano un massimo di circa 100 µg/m3, nulla di preoccupante per il volo.

Per informazioni:
Gian Paolo Gobbi
Cnr-Isac
Via Fosso del Cavaliere 100, 00133 Roma
g.gobbi@isac.cnr.it
0649934343
H. Diemoz, ARPA Valle d’Aosta
L. Di Liberto e F. Barnaba Cnr-Isac

 

 

StratoClim EU project: ricercatore ISAC-CNR tra gli autori di una pubblicazione su Nature Geoscience

The Nature Geoscience journal has recently published an article (see link below) which deonstrate the presence of ammonium nitrate particles in the upper troposphere and allowed to trace the source of ammonia at the origin of the formation of particles.

A CNR-ISAC researcher, Dr. Francesco Cairo was among the international group of scientists that took part to the esxperimental research.

Abstract of the published work: The Asian monsoon is one of the largest and most energetic meteorological systems on earth, and the monsoon rains are essential to feed more than a billion people in Asia. It also affects meteorological phenomena on the entire northern hemisphere. The Monsoon also functions as a huge lift, pumping large amounts of air and pollutants from the surface to altitudes above 16 km. From those altitudes, the air can rise freely in the stratosphere, the stable layer that overhangs the lower part of the atmosphere and contains the protective ozone layer of the Earth. Once in the stratosphere, monsoon air spreads globally and persists for years.

Satellite images showed the presence of a large aerosol cloud – small droplets or dust particles – directly above the monsoon, which extends from the Arabian peninsula to the east coast of China. The formation processes and properties of this aerosol cloud are one of the unknowns that hinder our ability to make climate forecasts both on the region and globally; in general, aerosols can heat or cool the earth’s surface, depending on their composition and the way in which they interact with the cloud formation processes. The increase in ammonia emissions in Asia is expected to increase radiative cooling, forming ammonium nitrate particles in the lower troposphere. There is, however, a serious gap in knowledge about ammonia and ammonia particles in the upper part of the troposphere and their possible effects on the formation of high-altitude clouds.

An international team of scientists led by the Alfred Wegener Institute has sought to bridge this knowledge gap. The EU StratoClim project involved scientists from 37 research institutes from 11 European countries, including the ISAC which was entrusted, among other things, with the task of contributing to achieving the first scientific mission aimed at characterizing the upper troposphere , above the monsoon system, using a high-altitude research aircraft that flew from Nepal in July-August 2017. For the first time measurements of the composition of the air reaching the stratosphere above the monsoon, influencing the composition of the atmosphere on a global level, have been carried out.

These measurements, complemented by satellite observations, simulations of atmospheric trajectories and laboratory experiments, demonstrated the presence of ammonium nitrate particles in the upper troposphere and allowed to trace the source of ammonia at the origin of the formation of particles. Furthermore it has been observed that during the Asian monsoon period, the solid particles of ammonium nitrate are surprisingly ubiquitous in the upper part of the troposphere from the eastern Mediterranean to the western Pacific. This aerosol layer of ammonium nitrate and organic compounds is fed by convection, which transports large amounts of ammonia from surface sources to the top of the troposphere. Impurities of ammonium sulphate allow the crystallization of ammonium nitrate even in conditions of high relative humidity that prevail in the upper part of the troposphere. The solid particles of ammonium nitrate in the upper part of the troposphere play a role so far neglected in the formation of ice clouds and radiative forcing.

Direct link to the Nature article:

https://rdcu.be/bJgE0 <http://em.rdcu.be/wf/click?upn=lMZy1lernSJ7apc5DgYM8dnd-2FykcbZs-2BTUuC90TVkj0-3D_HDu-2BON2WuckNVJ2U1s3AlFXFjVzxfX-2BbRN2SO-2B02dcQr9q1ga3c2b0QGagdGXG1gT0dREOLmJOVGCFhHp19TVHKx5AFm45KipUYMMXt1XnTiMjCZWBBC8ru6vY2nOemN4wDFPy77PEIlaRFrlYAn4bHV9vc3IEWEEx6yTwsP1seYQB-2Bg6VGGNtwzfA1cYMAhuD0CzO80T8btiFo8lMatMyNGaf0REWiBxa-2F5oL2Om9zGGvQz-2BKF4gJ6zv-2FvS-2BHTxNf7zo2-2FK5tRN4UfBc-2FNM9bH4Kio9eIZQ3rCzaq1naYw-3D> 
 

Lettera aperta sul cambiamento climatico

Lecce, monitoraggio delle polveri atmosferiche da parte di ISAC-CNR

Servizio su TG-Norba sulle attività che si stanno conducendo presso l’Osservatorio Climatico-Ambientale di Lecce, in parallelo ad altri siti di misura (urbani ed extraurbani, mirate alla rilevazione di sorgenti di inquinamento atmosferico e sul loro potenziale effetto sulla salute.

Vi è una sempre più diffusa necessità di informazione sull’inquinamento atmosferico e sui suoi effetti sulla salute. Le misure ambientali dell’Osservatorio Climatico-Ambientale di Lecce di Isac-Cnr, possono fornire informazioni utili in tale senso. Utilizzando campionatori sia in ambiente urbano che extra-urbano, a basso ed alto volume, è in corso una caratterizzazione approfondita delle proprietà chimico-fisiche del particolato atmosferico a Lecce e delle sue caratteristiche tossicologiche.

Queste misure permetteranno la caratterizzazione delle principali sorgenti (antropiche e snaturali) di particolato e lo sviluppo di macro-indicatori di rischio sulla salute per arrivare a caratterizzazione il contributo delle principali sorgenti di inquinamento a tale rischio. Queste attività si collocano all’interno del progetto regionale PAPER (Paper Analyser for Particulate Risk, www.paper4environment.it) che mira alla realizzazione di sensoristica innovativa e dei relativi servizi di gestione dei dati connessi alla valutazione dell'esposizione al particolato atmosferico riducendo i tempi di raccolta dei campioni, semplificandoli e analizzandoli in un unico step. Dai dati analizzati fino ad ora, negli anni di attività di ricerca in questo ambito, si è evidenziato come la combustione delle biomasse per le pratiche agricole e/o per il riscaldamento domestico risulta essere una tra le sorgenti principali di inquinamento da particolato, strettamente connessa alla salute umana, in specifici periodi dell’anno.

 

TG NORBA 24

Servizio di Chiara Chiriatti

Riprese e Montaggio di Francesco Afrune

http://www.norbaonline.it/ondemand-dettaglio.php?i=72844

Un nuovo prodotto satellitare di stima della precipitazione introdotto nel sito EUMETView

A partire dal 4 giugno 2019 un nuovo prodotto satellitare di stima della precipitazione istantanea è stato inserito nel servizio web di visualizzazione prodotti di EUMETSAT, EUMETView. Il prodotto satellitare è stato sviluppato nell’ambito della Satellite Application Facility in supporto all’Idrologia Operativa e alla Gestione delle Risorse Idriche (H SAF) di EUMETSAT. Il CNR-ISAC è membro del consorzio H-SAF con la responsabilità della gestione dello sviluppo degli algoritmi satellitari per la stima della precipitazione.

Il prodotto di precipitazione H03 P-IN-SEVIRI (PR-OBS-3B) è stato recentemente inserito nel servizio di visualizzazione dati di EUMETSAT, EUMETView. Il prodotto satellitare è stato sviluppato dal team di Meteorologia da Satellite del CNR-ISAC tramite una collaborazione con il Dott. F. J. Turk del Jet Propulsion Laboratory – California Institute of Technology e messo in operatività dal Centro Operativo per la Meteorologia di Pratica di Mare (COMET) nell’ambito della Satellite Application Facility in supporto all’Idrologia Operativa e alla Gestione delle Risorse Idriche (H SAF) di EUMETSAT. Il prodotto H03 P-IN-SEVIRI fornisce stime di intensità di precipitazione istantanea generate sul full disk mediante dati nell’infrarosso. I dati sono acquisiti da satelliti geostazionari operativi e calibrati tramite le stime di precipitazione istantanea ottenute da radiometri alle microonde a bordo di satelliti ad orbita bassa (LEO), elaborate tramite algoritmi concepiti presso il CNR-ISAC e appartenenti al catalogo di prodotti di precipitazione di H SAF.

 

Ulteriori informazioni possono essere reperite alle seguenti pagine web di EUMETSAT e H SAF:

https://www.eumetsat.int/website/home/News/DAT_4412434.html

http://hsaf.meteoam.it/description-h03b.php

ACCORDO FRA ISAC E POLITECNICO DI TORINO

Una convenzione operativa fra il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino e l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) promuove la collaborazione sui temi del monitoraggio, dell’adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici globali.

Una convenzione operativa fra il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino e l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) promuove la collaborazione sui temi del monitoraggio, dell’adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici globali attraverso un ampio spettro di attività che andranno da attività di formazione e convegnistica, supervisione di tesi di laurea e collaborazione scientifica sulle tesi di dottorato, attività di public engagement e divulgazione scientifica, partecipazione a progetti di ricerca nazionali e internazionali, trasferimento tecnologico.

Il seminario “Monitoraggio, mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici e globali”, tenutosi a Torino il 6 giugno ha segnato l’avvio ufficiale delle attività di collaborazione.

https://poliflash.polito.it/ricerca_e_innovazione/politecnico_e_cnr_alleati_per_affrontare_le_sfide_del_cambiamento_climatico

locandina in pdf

Il Cnr protagonista di Focus Live 2019

Suoni d’Appennino

Inquinanti sui ghiacciai del nord Italia: ecco come arrivano

ISAC-CNR Roma si illumina di rosa aspettando il giro d’Italia

L’ISAC CNR di Roma ha aderito all’iniziativa denominata “aspettando il giro d’Italia”, kermesse ciclistica ormai giunta alla sua edizione 102. Il giro quest’anno fara` tappa anche a Frascati nel cui comprensorio ricadono l’ area di ricerca del CNR di Tor Vergata dove ha sede l’ISAC di Roma, ESA-ESRIN, INFN ed ENEA.

Tra le iniziative previste nell’ambito di “aspettando il giro d’Italia”, venerdi` 12 Aprile 2019, i ricercatori dell’ ISAC-CNR (http://www.isac.cnr.it) di Roma in collaborazione anche con l’istituto ISAMR-CNR (http://www.ismar.cnr.it) condurranno i visitatori in un percorso guidato (organizzato in quattro turni con inizio alle ore: 14:30; 16:00; 17:30; 18:30) alla scoperta di alcuni strumenti di misura per l’osservazione dell’atmosfera.

Numero di accessi alle visite limitato. E’ richiesta la prenotazione 

Ulteriori informazioni sono accessibili al seguente link: 

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-visite-ai-laboratori-di-ricerca-59048133557

Il Bel paesaggio: il Festival della montagna e degli alpeggi

Giornata Mondiale della Meteorologia 2019

EGU General Assembly 2019

La prossima Assemblea Generale della European Geosciences Union si terra’ a Vienna dal 7 al 12 Aprile. Ricercatori Isac saranno presenti con comunicazioni orali e poster e come co-organizzatori delle seguenti sessioni:

La prossima Assemblea Generale della European Geosciences Union si terra’ a Vienna dal 7 al 12 Aprile. Ricercatori Isac saranno presenti con comunicazioni orali e poster e come co-organizzatori delle seguenti sessioni (seguire il link per il programma sul sito EGU)

AS4.7
Air-sea Chemical Fluxes : Impacts on Biogeochemistry and Climate
Co-convener: Maria Cristina Facchini

AS1.32
Precipitation: Measurement, Climatology, Remote Sensing and Modeling
Co-convener: Vincenzo Levizzani

OS4.1
Open session on ocean processes and techniques and advances due to new
instruments and techniques

Co-convener: Antonio Olita

CL4.30
Mountain climatology and meteorology
Co-convener: Elisa Palazzi

Global Climate Strike For Future

Intervista al TG2

Il TG2 Italia ha intervistato il dott. Stefano Federico (ISAC-CNR di Roma) su un approfondomento riguardante gli  incrementi delle zanzare dopo le ondate di calore inaspettate. L’intervista è accessibile a questo  LINK (al minuto 32:10)

Il TG2 Italia ha intervistato il dott. Stefano Federico (ISAC-CNR di Roma) su un approfondomento riguardante gli  incrementi delle zanzare dopo le ondate di calore inaspettate. L’intervista è accessibile a questo  LINK (al minuto 32:10)

Convenuti: Maria Ciardi, infettivologa Univ. La Sapienza di Roma, il dott. Stefano Federico, Cnr Isac, Alessandra Della Torre, parassitologa, univ. La Sapienza di Roma

Terza General Assembly della European Climate Research Alliance (ECRA) – Registrazioni aperte

ECRA, la European Climate Research Alliance, sta organizzando la Terza ECRA General Assembly che avrà luogo a Bruxelles il 27-28 febbraio 2019. Il tema scelto per questa GA è “Climate Change and Actionable Information”.  

L’evento è aperto a tutti,  e costituirà un’occasione di discussione sui temi multidisciplinari legati al clima presente e futuro.
Più informazioni sul sito web dell’evento.
Per registrarsi alla General Assembly: ECRA_GA19.eventbrite.com

ISAC-CNR è coinvolto in ECRA in quanto co-coordinatore di uno dei suoi Collaborative Programmes, “Changes in the Hydrological Cycle”.
 

Intervista a ricercatrice ISAC su Bologna Today

testo in italiano su Bologna Today

Meteo: gelo e galaverna, il fenomeno della “nebbia ghiacciata” spiegato dall’esperto
„Due masse d’aria, una fredda e una calda, si giocano il tempo dei prossimi giorni“
 

2018 anno più caldo dal 1800 per l’Italia

Nota stampa sul sito CNR riporta lavoro di ricercatori ISAC

Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia. Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000) ha superato il precedente record del 2015 (+1.44°C sopra la media).

 

Nota stampa sul sito CNR riporta lavoro di ricercatori ISAC

Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia. Con una anomalia di +1.58°C sopra la media del periodo di riferimento (1971-2000) ha superato il precedente record del 2015 (+1.44°C sopra la media).

A parte i mesi di febbraio (con un’anomalia negativa) e marzo (in media rispetto al trentennio di riferimento), tutti gli altri dieci mesi del 2018 hanno fatto registrare anomalie positive e nove di essi di oltre 1°C rispetto alla media.

Particolarmente eccezionali sono stati i mesi di gennaio (il secondo gennaio più caldo dal 1800 ad oggi con una anomalia di +2.37°C rispetto alla media) e aprile (il più caldo di sempre, con un’anomalia di +3.50°C rispetto alla media).

L’anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto; tuttavia, se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell’Italia, è l’ennesima conferma del fatto che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro paese. Significativo è il fatto che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi 25 siano successivi al 1990.

L’eccezionalità del 2018 non ha interessato solo l’Italia, l’anno appena concluso è risultato il più caldo da quando sono disponibili osservazioni anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria.

Intervista al TG2 sul sito RAI

Link al TG1 (min 27:44)

 

Ue: Beni culturali e cambiamenti climatici, dalla ricerca strategie per la gestione dei rischi

L’osservatorio “O. Vittori” ha ottenuto la certificazione ICOS

MASTER IN METEOROLOGIA E OCEANOGRAFIA FISICA – II livello

Festival della Meteorologia

L’Istituto ISAC ha partecipato al Festival della Meteorologia, tenutosi a Rovereto da 16 al 18 novembre 2018.
Due gli interventi in programma da parte dei ricercatori ISAC, rispettivamente di Silvio Davolio (Precipitazioni intense: Il contributo del programma HyMeX alla meteorologia nel Mediterraneo) e Maria Cristina Facchini (L’influenza dell’uomo sull’atmosfera della terra: qualità dell’aria e cambiamenti climatici).
Inoltre è stata molto ampia la partecipazione delle scuole alla proposta didattica “Meteorologia e clima: che fenomeni!”, tenuta presso il Museo Civico di Rovereto e articolata in tre percorsi di approfondimento:
– In viaggio con l’acqua dal mare alle nuvole
– Quanto si scalda la terra: effetto serra e cambiamenti climatici
– Come si scalda la terra? Il sole dalle stagioni alle brezze.

 

Fiera degli Innovatori Europei del Patrimonio Culturale

Organizzata dalla Commissione europea a Bruxelles il 15 e 16 novembre 2018, la fiera ha evidenziato come il patrimonio culturale può avere un ruolo trainante per l’innovazione e la creatività per migliorare la nostra vita, le nostre città, l’ambiente e il dialogo internazionale.

L’importante ruolo dei ricercatori italiani nel settore dei Beni Culturali è stato confermato dalla cospicua partecipazione, numerosi i ricercatori CNR chiamati a presentare i loro progetti. ISAC è stato ben rappresentato sia nello spazio espositivo con i progetti NANOMATCH, InnoWEE, GEO4CIVHIC, Cheap GSHP ed EFFESUS (Bernardi) che nel Cluster 2 “HERITAGE AT RISK” dove è stato presentato lo “Study on safeguarding cultural heritage from natural and man-made disasters” (Bonazza). Infine, nella sessione finale sulle opportunità future per promuovere l’innovazione è stato presentato il ruolo delle JPICH (Sabbioni).

La fiera è stata costruita sui risultati della conferenza “Heritage and Innovation” (20 marzo scorso a Bruxelles) e si è concentrata sui passi futuri e sui contributi al Piano d’azione dell’UE sul patrimonio culturale . La “Community of Innovators in Cultural Heritage” e la sua piattaforma sono state espressamente presentate in questa occasione per coinvolgere innovatori, utenti e investitori.
La fiera è stato l’evento chiave dell’Anno europeo dei beni culturali 2018.

Agenda
website

Precisazione

Attivita’ ISAC – Notte Europea dei Ricercatori, 28 settembre 2018

1° congresso nazionale AISAM

Notte Europea dei Ricercatori 2018

Tornano in parete gli affreschi restaurati

Alla ricerca dei tornado italiani

Comunicato stampa sul sito web CNR su un articolo del nostro collega Mario Marcello Miglietta appena pubblicato sull’International Journal of Climatology.

In un articolo appena pubblicato sull’International Journal of Climatology, rivista della Royal Meteorological Society, Mario Marcello Miglietta dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-ISAC) e Ioannis Matsangouras del Servizio meteorologico nazionale della Grecia hanno analizzato 10 anni di trombe marine e trombe d’aria che hanno interessato il nostro Paese. Il risultato è significativo: 37 trombe d’aria e 71 trombe marine sono state registrate in media ogni anno, pur con una forte variazione interannuale (un picco, rispettivamente, di 141 e 76 eventi è stato registrato nel 2014).

Comunicato stampa CNR: https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/8156/alla-ricerca-dei-tornado-italiani

Articolo originale: An updated “climatology” of tornadoes and waterspouts in Italy, International Journal of Climatology, DOI: 10.1002/joc.5526

Pubblicato dalla Commissione Europea lo Studio sulla salvaguardia del patrimonio culturale da catastrofi naturali e antropiche

Evento “Meteorologia e comunicazione”

Il progetto Europeo H2020 “GEO4CIVHIC” e’ partito!

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: LE 5 INIZIATIVE DA NON PERDERE

Anno europeo del patrimonio culturale – EYCH2018

Elisa Palazzi riceve Premio Gian Giacomo Drago e Fausta Rivera Drago

Conferenza HARMO 18: prospettive e sviluppi della modellistica sulla qualità dell’aria

FESTIVAL DELLA SCIENZA, Genova 26 ottobre – 5 novembre 2017

ISAC al Festivalmeteorologia – ROVERETO 17-19 Novembre 2017

Smog, una ‘coperta’ in atmosfera soffoca la Pianura Padana

TG2 20.30 – Climate change Observatory

Intervista al nostro collega Federico Fierli, Climatologo dell’ISAC-CNR, per approfondire il tema legato ai repentini cambi climatici distruttivi in aumento ed in particolare l’uragano Ophelia che sta colpendo le coste dell’Irlanda.

Link al servizio

Intervista al nostro collega Federico Fierli, Climatologo dell’ISAC-CNR, per approfondire il tema legato ai repentini cambi climatici distruttivi in aumento ed in particolare l’uragano Ophelia che sta colpendo le coste dell’Irlanda.

Link al servizio

Speciale TG1 9/10/2017

La ricerca polare del CNR e dell'ISAC a Speciale Tg1, in un servizio di Paolo Giani realizzato lo scorso Maggio durante una della campagne di misura periodiche a cui il nostro istituto contribuisce in maniera attiva. 
Guarda la puntata del programma

Effect of a positive Sea Surface Temperature anomaly on a Mediterranean tornadic supercell

Una ricerca coordinata dall’ISAC-CNR ha analizzato il violento tornado che ha colpito i dintorni di Taranto nel novembre 2012. Simulazioni con un modello meteorologico ad alta risoluzione suggeriscono come la violenza di questo fenomeno distruttivo dipenda in modo decisivo dalla temperatura del mare.

 Articolo completo

 

TEMPO ESTREMO – Convegno Severe Weather 2017

High-Mountain Atmospheric Research – The Italian Mt. Cimone WMO/GAW Global Station

Questo libro è il riassunto più completo della ricerca atmosferica a lungo termine presso l’unica stazione globale del  WMO/ Global Atmosphere Watch (GAW) nel bacino del Mediterraneo. Include tabelle e diagrammi che presentano la climatologia di base delle molecole clima alteranti/inquinanti, fornendo un riferimento per la base del bacino del Mediterraneo nella troposfera inferiore. Descrive lo stato attuale della conoscenza sulla variabilità della composizione atmosferica a lungo e a breve termine nel bacino mediterraneo centrale

High-Mountain Atmospheric Research

The Italian Mt. Cimone WMO/GAW Global Station (2165 m a.s.l.)

Authors: Cristofanelli, P., Brattich, E., Decesari, S., Landi, T.C., Maione, M., Putero, D., Tositti, L., Bonasoni, P.

http://www.springer.com/it/book/9783319611266

Questo libro presenta i risultati di 20 anni di studi circa la variabilita’ della composizione dell’atmosfera presso l’Osservatorio “O. Vittori” (2.165 m slm) dell’ISAC-CNR, parte dell’unica stazione globale nella regione mediterranea che appartiene al WMO/ Global Atmosphere Watch (GAW). Fornisce informazioni aggiornate circa la variabilità di importanti composti atmosferici clima-alternati ed inquinanti, sulla base delle osservazioni effettuate al Mt. Cimone di gas serra, gas reattivi, particelle di aerosol, radionuclidi naturali.
Inoltre, il libro presenta il sito di misura (sia in termini di caratterizzazione geografica e meteorologica, che di dotazioni infrastrutturali), nonché  uno studio statistico di base (presentato sotto forma di diagrammi e tavole) sulla variabilità dei composti atmosferici monitorati. Ciò fa di esso un “must-read” per esperti, stakeholders, studenti universitari e laureati in settori di studio ambientali

Aereo da ricerca ad alta quota esplora gli strati più elevati del monsone asiatico

Campagna Internazionale ACTRIS-2

GLI SPETTROMETRI PANDORA MISURANO SU ROMA IL PASSAGGIO DELLA NUBE SPRIGIONATA DALL’INCEDIO A POMEZIA

ISAC-CNR partecipa alla XIII edizione di “M’illumino di meno”

I GIORNI DEL GIUDIZIO – CAMPOSANTO MONUMENTALE DI PISA

CARE indaga l’inquinamento piu’ “sottile” nelle strade di Roma

Monitoraggio della piattaforma Larsen, Antartide

La piattaforma di ghiaccio Larsen C in Antartide si sta progressivamente disintegrando per effetto dei cambiamenti climatici: i satelliti della costellazione COSMO-SkyMed stanno monitorando la frattura.

Un blocco di ghiaccio tra i più grandi mai registrati, con un’area pari a quella della Liguria, è pronto al distacco dall’Antartide. Lo scollamento è cresciuto improvvisamente a dicembre e ora solo una striscia di 20 km di ghiaccio trattiene questo gigante: un blocco di circa 5mila km quadrati [1].

Il 10 novembre 2016, nel corso dell’operazione IceBridge, alcuni ricercatori NASA hanno fotografato una spaccatura presente nella piattaforma Larsen C [2] mostrandone le impressionanti dimensioni: circa 110 km di lunghezza per una larghezza di 91 m e una profondità di 500 m. A dicembre 2016, la frattura si era estesa di altri 21 km, al punto che, con solo 20 km rimasti prima della completa rottura, quest’ultima è stata data per certa nel 2017[3] con il conseguente collasso di un’area di circa 6.000 km2, corrispondente a circa il 9-12% dell’intera piattaforma [4].

Il Dott. Flavio Parmiggiani dell’ISAC CNR sta monitorando la piattaforma di ghiaccio grazie all’utilizzo dei dati dei satelliti della Costellazione COSMO-SkyMed, in quanto responsabile del progetto SAR ANALYSIS OF SEA-ICE FORMATION IN THE ARCTIC AND IN ANTARCTICA, attivato nel contesto dell’iniziativa ASI “Open Call COSMO-SkyMed” avviata dall’Agenzia il 25 Febbraio 2015. Tale iniziativa sta consentendo alla comunità scientifica nazionale e internazionale di accedere gratuitamente ai dati COSMO-SkyMed.

La frattura è ben visibile in un’ immagine COSMO-SkyMed  del 20/1/2017; appena a sud di 68.5S, essa ha ormai raggiunto una larghezza di 4,5 km.

 

[1] La Repubblica-Ambiente, 6 Gennaio 2017.

[2] Sarah Loff, Rift in Antarctica’s Larsen C Ice Shelf, NASA, 13 dicembre 2016.

[3] Matt McGrath, Huge Antarctic iceberg poised to break away, BBC, 5 gennaio 2017.

[4] Growing Crack in Antarctica’s Larsen C Ice Shelf Spotted by NASA’s MISR, NASA.

50° anniversario dell’alluvione del 4 Novembre 1966

Osservatorio ambientale del Cimone: un faro per l’accordo di Kigali

Notte dei Ricercatori – Roma 30 settembre 2016

La sede ISAC di Roma ha partecipato attivamente alla Notte dei Ricercatori 2016.
ISAC Roma ha partecipato all’evento organizzato presso l’area di Ricerca di Roma Tor Vergata con quattro attività: tre di visita al campo sperimentale e alla sua strumentazione, ed una di laboratorio didattico “Giocando con l’atmosfera”. Circa 300 persone hanno partecipato alle visite.

La sede ISAC di Roma ha partecipato attivamente alla Notte dei Ricercatori 2016.
ISAC Roma ha partecipato all’evento organizzato presso l’area di Ricerca di Roma Tor Vergata con quattro attività: tre di visita al campo sperimentale e alla sua strumentazione, ed una di laboratorio didattico “Giocando con l’atmosfera”. Circa 300 persone hanno partecipato alle visite.
Le attività Isac, coordinate da Luca Di Liberto e Gian Luigi Liberti, sono state rese possibili grazie al lavoro di: Elisa Adirosi, Fabiola Amodio, Marta Cardola, Spartaco Ciampichetti, Elisa Ciotoli, Mauro De Muro, Andrea Di Antonio, Davide Dionisi, Gian Paolo Gobbi, Michela Policella, Nicoletta Roberto, Luca Shindler e Elena Tomaino.

Notte dei Ricercatori – Bologna 30 Settembre 2016

La sede ISAC di Bologna parteciperà attivamente alla Notte dei Ricercatori 2016 che si terrà il 30 settembre. Programma: http://nottedeiricercatori-society.eu/edizione2016/programmi/bologna/

La sede ISAC di Bologna parteciperà attivamente alla Notte dei Ricercatori 2016 che si terrà in città il 30 settembre.
QUI IL PROGRAMMA: http://nottedeiricercatori-society.eu/edizione2016/programmi/bologna/

I due eventi in cui ISAC è direttamente coinvolto sono:
Palazzo D’Accursio, Piazza maggiore 6, ore 18-24: Laboratorio didattico:METEO-CLIMA: UN MONDO PIENO DI (IN)CERTEZZA. Cosa sappiamo e cosa sappiamo prevedere del tempo e del clima.
A cura dei nostri ricercatori Susanna Corti, Angela Marinoni, Elisa Palazzi, Marco Cervino, Silvio Davolio.
Sala Biagi, Salaborsa Piazza del Nettuno 3, 18:15-19:30: Performance artistica di sand art: “Clima in equilibrio”
a cura delle nostre ricercatrici Angela Marinoni e Elisa Palazzi.

Turbulence and Dispersion in the Planetary Boundary Layer

In uscita: un libro sullo strato limite planetario di F. Tampieri

Questo libro fornisce una visione complessiva delle nostre attuali conoscenze sullo strato limite planetario, dove si verificano i processi di scambio turbolento di quantità di moto, calore e traccianti passivi tra la superficie della terra e l’atmosfera.

Sono presentate e discusse le osservazioni e la teoria relativa a condizioni di superficie omogenea, e le estensioni a più realistiche condizioni eterogenee.
Viene presentata la problematica relativa alla dispersione degli inquinanti, e affrontato il trattamento della turbolenza nei modelli di previsione del tempo, di clima e di composizione dell’atmosfera.

Il libro si rivolge a studenti universitari dei corsi magistrali e di dottorato, e in generale a ricercatori interessati alle problematiche dello strato limite atmosferico.

RAI Scuola: A Memex il CNR-ISAC racconta il clima in 5 puntate

LA TURBOLENZA SU UN FRATTALE E’ NORMALE!

Un team internazionale formato dalla Dr. Alessandra S. Lanotte, dell’Istituto
di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, dai professori Roberto Benzi e Luca Biferale, dell’Universita’ di Roma Tor Vergata, dal Professor Federico Toschi della Technical University of Eindhoven e dal Dr. Shiva K. Malapaka dell’IIIT di Bangalore, ha mostrato che i flussi turbolenti possono perdere il loro carattere intermittente e di estrema variabilita’, quando sono confinati su un frattale.

CNR Press Release 6490

Un team internazionale formato dalla Dr. Alessandra S. Lanotte, dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, dai professori Roberto Benzi e Luca Biferale, dell’Universita’ di Roma Tor Vergata, dal Professor Federico Toschi
della Technical University of Eindhoven e dal Dr. Shiva K. Malapaka dell’IIIT di Bangalore, ha mostrato che i flussi turbolenti possono perdere il loro carattere intermittente e di estrema variabilita’, quando sono confinati su un
frattale. I risultati sono stati pubblicati su Physical Review letter, il 31 Dicembre 2015
(http://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/PhysRevLett.115.264502).

La turbolenza e’ dovunque intorno a noi, in molti aspetti della nostra vita quotidiana, ed ognuno di noi e’ in grado di riconoscerla molto facilmente.
Cio’ nonostante, ancora non siamo in grado di analizzarla e descriverla matematicamente in un modo totalmente soddisfacente.
I flussi turbolenti sono “strani”, poco precidicibili, irregolari o, usando un termine piu’ tecnico, sono intermittenti. Questo vuol dire che in un flusso turbolento le fluttuazioni di velocita’ estremamente grandi sono molto piu’ probabili che in un flusso in condizioni normali o laminare (in quest’ultimo caso, la distribuzione delle fluttuazioni di velocita’ ha una forma a campana rovesciata, detta anche distribuzione normale).
Le fluttuazioni estreme dei flussi turbolenti sono un problema pratico, perche’ rendono difficile il controllo del flusso nelle applicazioni ingegneristiche o ambientali, e sono anche un problema teorico, perche’ ancora non siamo in grado di capire come esse siano connesse alla dinamica del fluido.

Tramite un nuovo approccio numerico, il team italiano, olandese e indiano ha mostrato per la prima volta che e’ possibile “domare” un fluido turbolento, quando il flusso evolve su un insieme frattale di gradi di liberta’. In tale caso, le fluttuazioni estreme sparisono, e la statistica della turbolenza diventa normale.
Questo e’ un risultato promettente per la ricerca sulle origni delle fluttuazioni intermittenti nei flussi turbolenti, ed anche per le applicazioni numeriche e modellistiche.

Per Informazioni:
Alessandra Sabina Lanotte
CNR – Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima
CNR ISAC, Str. Prov. Lecce Monteroni, 73100 Lecce
a.lanotte [at] isac.cnr.it
+390832298814

La Dott.sa Lynn Mazzoleni selezionata per un Fulbright Scholar Core Award sarà ospite della sede di Bologna di CNR-Isac

Il Programma Fulbright, scambio internazionale per studiosi e scienziati che partecipano a progetti di ricerca di particolare rilevanza internazionale, porta all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima la collaborazione della D.ssa Lynn R. Mazzoleni.
Professore Associato al M.T.U. (Michigan Tech University) Lynn Mazzoleni si dedica allo studio degli aerosol atmosferici, delle nubi e del loro impatto sul clima della terra grazie anche ad una competenza di primo livello sulla spettrometria di massa ultra fine.
Nell’anno accademico 2015/2016 la ricercatrice statunitense lavorerà ad una ricerca comune con il gruppo di chimica dell’atmosfera coordinato da Maria Cristina Facchini. Obiettivo della collaborazione uno studio congiunto sulle particelle organiche dell’atmosfera e sulle loro implicazioni su nubi, precipitazioni, clima globale e cambiamento climatico.

E’ ATTIVO LACOST

LACOST (Laboratorio Atmosferico COstiero Saline di Tarquinia) Lazio, è un laboratorio di osservazione costiera H24 che si avvale di strumentazione innovativa per il remote sensing da terra, ed il monitoraggio della turbolenza atmosferica.

LACOST (Laboratorio Atmosferico COstiero Saline di Tarquinia) Lazio, è un laboratorio di osservazione costiera H24 che si avvale di strumentazione innovativa per il remote sensing da terra, ed il monitoraggio della turbolenza atmosferica.
LACOST vuole essere uno strumento per la ricerca e la gestione dell’ambiente; realizzato dall’ISAC-CNR, finanziato dal Consorzio per la Gestione dell’Osservatorio Ambientale di Civitavecchia e gestito in accordo con ARPA Lazio.
Misure in LACOST:
campo tridimensionale del vento, struttura termica dell’ atmosfera, altezza dello strato rimescolato, flussi turbolenti di calore e di momento, radiazione atmosferica, temperatura, umidità, precipitazione.

Riferimenti
http://lacost.artov.isac.cnr.it/

Contatti: Stefania Argentini
s.argentini[at]isac.cnr.it

Ricerca ISAC: su “Atmospheric Chemistry and Physics” la Review su materiale particellato, qualità dell’aria e clima.

Nel numero estivo della rivista open access della Copernicus (Impact factor 5,053) le ottanta pagine della review: Particulate matter, air quality and climate: lessons learned and future needs. (S.Fuzzi et al., 2015) ( .PDF). Oltre al primo autore S. Fuzzi, l’Istituto CNR-ISAC è rappresentato da altri 3 ricercatori.
L’articolo riunisce studiosi di 11 istituti distribuiti in 7 paesi europei.

Campagna iSPEX a Roma

ISAC-Roma insieme all’Area di Ricerca di Tor Vergata organizza una campagna di “citizen science” dal 1 settembre al 15 ottobre. La campagna fa parte del progetto europeo iSPEX, proposta dall’Università di Leiden (Olanda) e usa piccoli dispostivi ottici da montare su smart phone per misurare la presenza di aerosol nell’atmosfera.

ISAC-Roma insieme all’Area di Ricerca di Tor Vergata organizza una campagna di “citizen science” dal 1 settembre al 15 ottobre. La campagna fa parte del progetto europeo iSPEX, proposta dall’Università di Leiden (Olanda) e usa piccoli dispostivi ottici da montare su smart phone per misurare la presenza di aerosol nell’atmosfera.

Riferimenti:
http://eventi.artov.rm.cnr.it/?page_id=3690
http://ispex.nl/
http://ispex-eu.org/

Contatti: ispex-roma[at]artov.isac.cnr.it

Luglio 2015: il piu` caldo di sempre

Luglio 2015 è stato, per l’Italia, un mese estremamente caldo, facendo
segnare un’anomalia di circa +3.5°C sopra la media del periodo di
riferimento (1971-2000)

Luglio 2015 è stato, per l’Italia, un mese estremamente caldo, facendo
segnare un’anomalia di circa +3.5°C sopra la media del periodo di
riferimento (1971-2000) e risultando pertanto il luglio più caldo dal 1800
ad oggi, ovvero da quando si eseguono osservazioni strumentali nel nostro
Paese

Climate Monitoring in Italy

Tre nuovi osservatori GAW-WMO