15.06.2026 - News

Nota di chiarimento sulla gestione dei radar meteorologici di Torchiarolo e Mesagne da parte dell’Istituto ISAC

Pubblichiamo una nota della Direttrice del CNR-ISAC Dott.ssa Maria Cristina Facchini in merito a recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa riguardanti la gestione dei radar meteorologici installati in Puglia nell’ambito del progetto RIVONA. Riteniamo infatti che le notizie di stampa circolate non siano rispondenti alla realtà dei fatti e inoltre lesive della reputazione dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima e dei ricercatori che nell’Istituto operano. La nota che segue fornisce perciò una puntuale ricostruzione dei fatti basata comunque su documentazione disponibile presso l’Istituto.

La gestione dei radar e le criticità emerse

Il progetto RIVONA (Riduzione dei Rischi di Volo e Nowcasting Aeroportuale), finanziato con fondi europei nell’ambito del programma FESR 2007-2013 della Regione Puglia, aveva l’obiettivo di sviluppare un sistema avanzato per il monitoraggio dei fenomeni meteorologici a supporto della sicurezza del volo e della previsione a brevissimo termine nell’area dell’aeroporto di Brindisi.

Nell’ambito del progetto furono acquisiti due radar meteorologici destinati ai siti di Torchiarolo e Mesagne. Questi sistemi, installati nel 2013 e presi in carco dai ricercatori dell’Istituto cinque anni dopo la loro installazione hanno manifestato nel tempo rilevanti criticità tecniche, manutentive ed economiche.

Contrariamente a quanto recentemente affermato, le difficoltà incontrate nella gestione dei sistemi radar non sono riconducibili a carenze di competenza del personale del CNR-ISAC. I ricercatori che hanno preso in carico i sistemi possiedono infatti una consolidata esperienza internazionale nel settore della radar meteorologia, maturata in decenni di attività scientifica, nella gestione di infrastrutture radar complesse e nella partecipazione a programmi di ricerca nazionali e internazionali.

Il radar di Torchiarolo è stato operativo per acquisizioni sperimentali soltanto fino al 2015. Successivamente il sistema ha subito un progressivo degrado dovuto all’ambiente marino, all’invecchiamento del trasmettitore, all’obsolescenza delle componenti hardware e software e alla difficoltà di reperire assistenza tecnica e parti di ricambio da parte del costruttore statunitense.

Il radar di Mesagne, invece, non è mai entrato in funzione. Sebbene le apparecchiature fossero state acquistate nell’ambito del progetto RIVONA, l’installazione non risultava completata alla conclusione delle attività finanziate e non è mai stato possibile rendere operativo il sistema.

Al termine del progetto RIVONA, è emerso quindi con chiarezza un problema di sostenibilità economica e tecnologica dei sistemi radar.

Le apparecchiature richiedevano manutenzioni specialistiche particolarmente onerose, con costi elevati per interventi e ricambi e senza una rete di assistenza tecnica presente in Europa. Inoltre, l’azienda statunitense che aveva fornito i radar risulta attualmente non più attiva.

A fronte degli investimenti economici e di personale che l’Istituto ISAC ha messo in atto, gli esiti ottenuti sono rimasti molto limitati. I radar hanno infatti fornito dati per un periodo molto limitato e non hanno prodotto risultati scientifici e operativi proporzionati agli investimenti sostenuti.

Si è posto quindi con urgenza un problema di sostenibilità delle infrastrutture radar inutilizzabili ai fini della ricerca e comunque onerose per l’Istituto.

La soluzione adottata

Negli ultimi anni si è aperta l’opportunità, nell’ambito degli investimenti nazionali finanziati dal PNRR per il potenziamento delle reti di monitoraggio ambientale, di realizzare una infrastruttura radar operativa in Puglia, integrata nella rete nazionale della Protezione Civile e in quest’ambito l’Istituto si è reso disponibile presso il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale (DPCN) a mettere a disposizione i due sistemi radar di Torchiarolo e Mesagne.

Nel 2018 il DPCN ha quindi effettuato una ricognizione tecnica dei sistemi installati a Torchiarolo e Mesagne evidenziando importanti problematiche hardware e software nella strumentazione tali da impedirne l’integrazione nella rete radar nazionale per finalità operative di protezione civile. Anche le ipotesi di adeguamento e aggiornamento dei sistemi furono considerate dal DPCN economicamente troppo onerose rispetto ai benefici ottenibili.

Queste valutazioni hanno confermato quindi le criticità già riscontrate dal personale dell’ISAC nella gestione delle infrastrutture radar.

In questo contesto quindi, l’Istituto ha favorito l’utilizzo da parte del DPCN del sito di Torchiarolo, già infrastrutturato e particolarmente adatto a ospitare una moderna stazione radar.

La scelta è stata dettata da considerazioni tecniche, operative ed economiche, maturate dopo anni di tentativi di recupero delle infrastrutture esistenti.

La realizzazione del nuovo radar consentirà finalmente di colmare una storica lacuna nella copertura radar meteorologica della Puglia e dell’area ionico-adriatica.

La Regione Puglia e il sistema nazionale di Protezione Civile potranno disporre di dati operativi continui, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, essenziali per il monitoraggio dei fenomeni meteorologici intensi, la previsione a breve termine e la gestione delle emergenze.

Anche la comunità scientifica potrà però beneficiare della disponibilità di una nuova sorgente di dati osservativi affidabili e continuativi per lo studio dei fenomeni atmosferici tipici dell’area mediterranea.

Considerazioni finali

La vicenda dei radar di Torchiarolo e Mesagne non riguarda quindi la sostituzione di sistemi pienamente funzionanti con apparecchiature meno performanti, come affermato nelle recenti dichiarazioni sulla stampa. Si tratta di una scelta, effettuata di concerto con il DPCN, di favorire l’installazione di un nuovo radar operativo sul sito di Torchiarolo dopo gli infruttuosi tentativi perseguiti per anni dall’Istituto, di recuperare e valorizzare infrastrutture che hanno evidenziato gravi limiti di sostenibilità tecnica ed economica.

La scelta rappresenta oggi la soluzione più efficace e responsabile per garantire un servizio stabile al territorio, alla Protezione Civile e alla ricerca scientifica. Come Istituto riteniamo che un confronto civile su tematiche di grande rilevanza debba svolgersi unicamente sulla base di informazioni certe e documentabili e, per questa ragione, rendiamo pubblici gli elementi oggettivi che hanno guidato le decisioni assunte negli ultimi anni dall’Istituto ISAC riguardo ai radar di Torchiarolo e Mesagne.

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