Il progetto Europeo H2020 “GEO4CIVHIC” e' partito!

Si è tenuto infatti a Padova, al Dipartimento di Geoscienze, il 12 e il 13 Aprile il Kick-off Meeting che ha segnato l’inizio di GEO4CIVHIC: “Most Easy, Efficient and Low Cost Geothermal Systems for Retrofitting Civil and Historical Buildings” coordinato da ISAC  (responsabile scientifico D.ssa Adriana Bernardi) nell’ambito della Call: LCE 17 – 2017: Easier to install and more efficient geothermal systems for retrofitting buildings (IA).
Il progetto ha come obiettivo quello di sviluppare soluzioni innovative nell’ambito della geotermica che sia indirizzata in particolar modo al retrofit di edifici storici.
Al progetto partecipano 19 partner tra cui l’UNESCO, esperti sia accademici che dal mondo dell’industria provenienti da diverse zone dell’Europa (Italia, Germania, Spagna, Irlanda, Romania, Grecia, Belgio, Svizzera, Malta), con l’obiettivo finale di promuovere, insegnare e diffondere queste nuove tecnologie.

Al giorno d’oggi le soluzioni geotermiche, in generale rappresentate principalmente dagli scambiatori verticali per la riqualificazione energetica degli edifici non sono particolarmente concorrenziali, soprattutto quando si incontrano terreni in cui la perforazione risulta essere complicata, come è spesso il caso di applicazione a edifici storici. La sfida di questo progetto consiste nel trovare soluzioni che possano essere applicate a questi particolari edifici per la loro riqualificazione energetica ma che nel contempo possano essere ritenute competitive in termini di costo ed efficienza.
Nell’arco dei 4 anni di durata del progetto si procederà con lo sviluppo di macchine innovative per la perforazione che permettano di accedere a luoghi angusti, dove solitamente si trovano gli edifici storici, di sviluppare scambiatori di calore a terreno più efficienti, di realizzare nuove pompe di calore anche per terminali ad alta temperatura, solitamente installati negli edifici storici, utilizzando anche fluidi ecologici per una maggiore sostenibilità ambientale.
Queste nuove tecnologie dovranno possedere diverse caratteristiche, tra cui l’essere compatte, semplici da installare e più economiche rispetto alle attuali soluzioni presenti sul mercato. Le innovazioni tecnologiche verranno testate in 4 edifici reali, di cui 3 storici, nonché modellate in altri 12 edifici in diverse regioni dell’Europa con differenti condizioni climatiche.
Questo sforzo consentirà di ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente che ci circonda, sostenendo le attuali politiche intese a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Questo progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione europea nell'ambito dell'accordo di finanziamento  n. 792355.