Bianca Maria Dinelli

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Curriculum: 
PDF icon curriculum 2017
Name: 
Bianca Maria
Surname: 
Dinelli
Phone: 
+39 051 639 8055
Email: 
BM.Dinelliatisac.cnr.it
Branch: 
Role: 
PRIMO RICERCATORE

Research Activity: 

La composizione chimica e fisica della stratosfera e dell’alta troposfera ha importanti ricadute sia sul clima terrestre che sul benessere dei cittadini. E’ infatti provato che non tenere conto della stratosfera e degli scambi che avvengono nella regione di contatto con la troposfera fa’ si che le previsioni climatiche siano affette da errori non trascurabili. Inoltre la stratosfera agisce come filtro solare naturale attraverso lo strato di ozono che ha la sua concentrazione massima proprio in quel range di altezze. Poiché la stratosfera si estende fra i 10 e i 50 km di altezza, è molto difficile studiarla ‘in situ’ e da sempre per la sua osservazione vengono usate misure di remote sensing. Per ovviare al fatto che gli strati bassi dell’atmosfera, che sono i più densi, agiscono da cortina mascherando i segnali che provengono dagli strati più in alto e quindi meno densi, gli strumenti che si usano per studiare la stratosfera sono tipicamente a bordo di piattaforme volanti che possono essere aerei stratosferici, palloni stratosferici e satelliti. Mentre gli aerei stratosferici permettono di studiare solo gli strati più bassi della stratosfera (volano tipicamente intorno ai 20 km di altezza) e i palloni stratosferici aumentano di poco il range di quote studiate (quote tipiche di volo sono circa 38 km), l’utilizzo di satelliti per studiare la stratosfera e l’alta troposfera garantiscono una copertura totale della stratosfera e permettono anche di studiare contemporaneamente le regioni di contatto con la mesosfera e la troposfera. L’uso dei satelliti quindi è costantemente cresciuto anche perché i satelliti costituiscono l’unico sistema osservativo veramente globale anche in termini geografici. Infatti, le osservazioni satellitari coprono tutta la superficie terrestre, oceani e zone remote incluse. L’Istituto ISAC-CNR si occupa di sviluppare modelli di analisi dati per le misure di remote sensing della Stratosfera e dello sfruttamento scientifico di tali dati. In particolare il gruppo Remote Sensing della Stratosfera (RSS) che dirigo si occupa dell'osservazione e studio della stratosfera, della sua interconnessione con il resto dell'atmosfera terrestre e del suo ruolo nel clima. RSS sviluppa nuovi algoritmi per l'analisi di misure spettroscopiche della stratosfera (da piattaforme satellitari o aeree) e della loro applicazione in campo atmosferico terrestre e per altri pianeti del sistema solare. Una parte importante del lavoro svolto dal gruppo RSS è lo sviluppo dei codici di analisi dati ed il controllo della qualità dei dati dello strumento MIPAS (https://earth.esa.int/web/guest/missions/esa-operational-eo-missions/env...) a bordo del satellite ESA ENVISAT (https://earth.esa.int/web/guest/missions/esa-operational-eo-missions/env...). Con le misure di MIPAS (che coprono il periodo dal 2002 al 2012) si è potuto realizzare il database MIPAS2D (http://www.isac.cnr.it/~rss/mipas2d.htm) contiene dati risolti in altezza di pressione, temperatura e concentrazione di un gran numero di gas stratosferici in traccia fra cui l’ozono. Con questi dati è stato possibile mettere in evidenza sia il comportamento del ‘buco’ dell’ozono in Antartide che la prima comparsa dello stesso fenomeno nella regione Artica. Altre attività, sempre nel campo satellitare, sono lo sviluppo e l’applicazione di un nuovo metodo di analisi per ricavare le colonne di vapor d’acqua dalle misure effettuate dalla serie di strumenti satellitari ATSR, nati per effettuare misure di temperatura superficiale del mare (https://earth.esa.int/web/sppa/activities/multi-sensors-timeseries/alts). Il gruppo inoltre sfrutta le sue competenze in campo di remote sensing atmosferico per coadiuvare lo studio delle atmosfere planetarie attraverso misure effettuate da satelliti interplanetari. Questa attività ha permesso, per esempio, di identificare per la prima volta la presenza di molecole poliaromatiche nella mesosfera di Titano, una presenza che era stata ipotizzata per spiegare l’origine della nebbia idrocarburica di Titano, ma che nessuno era mai riuscito a confermare. http://www.isac.cnr.it/~rss/dinelli.htm